Notte di luna

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Qualche tempo fa, vagavo per un ben noto centro di briocolage e mi sono imbattuta in questa tela, grande per i miei standard di piccola pittrice casalinga, che si divide lo spazio con un fidanzato musicista (che non suona l’ukulele) e due gatti.

Ho indugiato, pensando a come avrei potuto gestirla nella nostra casetta piccolina in Canadà (no, in Brianza, ma mi sembrava brutto cambiare la frase!), ma alla fine mi sono portata a casa la super tela, che in realtà è un semplice 90 x 70.

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Con gli occhi-ali

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Da piccola, amavo le bolle di sapone. Alla fine, mamma padroneggiava la tecnica del riempire il tubetto con acqua, detersivo per piatti e zucchero (sì sì! Trucchetto per farle venire meglio!).

A quasi 30 anni, ancora non ho del tutto abbandonato l’amore per le bolle: lo sanno bene i miei ex-colleghi, che mi hanno vista soffiare bolle per l’ufficio dopo che erano arrivate come gadget di una rivista che stavamo lavorando.

Qualche tempo fa, per un progetto fotografico, avevo comprato un tubetto di bolle di sapone che, dopo le suddette foto, se ne stava triste triste insieme ai detersivi senza essere più usato… finché un giorno ho deciso di fare una prova: ho preso un foglio bianco, le ecoline e le bolle di sapone. Ho mischiato al liquido per le bolle qualche goccia di ecoline e mi sono divertita a soffiarle sul mio foglio.

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Dal cielo al mare

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Questo disegno è nato qua e là tra i palazzi di Parigi, durante una fuga in solitaria.

Fuggivo io in cerca di avventura, di una vita fatta di vagabondaggio e bellezza, fuggiva nel mio schizzo e fugge ancora oggi, sul legno dipinto, questo omino a bordo della sua bislacca imbarcazione. Continua a leggere “Dal cielo al mare”

Musica componibile

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La scala di casa porta ancora il segno di quando la cornice nera appesa da poco ha deciso di tentare la fuga per tornare verso la sua città natale, da qualche parte in Svezia.

Di quel tonfo solo le foto, il divisorio in cartone e il retro in compensato si sono salvati: il vetro si è frantumato e la cornice ha perso lo scontro contro la scala in pietra.

In attesa che le foto avessero una nuova cornice con istinti meno fuggiaschi, ho iniziato a pensare a come utilizzare ciò che di intatto rimaneva, e così è nato questo quadro. Continua a leggere “Musica componibile”

Seguendo Cassiopea…

“Vedi, Momo, è così: certe volte si ha davanti una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga, che mai si potrà finire, uno pensa.” Guardò un po’ in avanti davanti a sé e poi proseguì: “E allora si comincia a fare in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la strada non è diventata di meno. E ti sforzi ancora di più e ti viene la paura e alla fine resti senza fiato… e non ce la fai più…. e la strada sta sempre là davanti. Non è così che si deve fare.”

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Abban-donami alla ex-tintoria

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In un breve pomeriggio di fine novembre, ho varcato una soglia che da tempo sognavo poter oltrepassare. E’ bastato spingere una porta semiaperta e camminare in un mondo che non c’è più, un mondo fatto di ruggine e vetri rotti, bombolette spray buttate per terra e macchinari ormai incomprensibili. Continua a leggere “Abban-donami alla ex-tintoria”

La Luna non scioglie la neve

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Questo inverno che sta per finire ci ha regalato pochi fiocchi di neve… E allora si può far nevicare sui fogli di carta, sui tetti delle case di un villaggio in lontananza, sulle staccionate sbilenche. Si può raccontare una distesa di neve che non copra tutto uniformemente, ma che lasci spazio ad alcuni fiori curiosi che vogliono far mostra di sé e dei propri colori. Si può immaginare che, mentre le case dormono al caldo, un merlo stanco di volare stia a contemplare in equilibrio su un palloncino la notte e la Luna Continua a leggere “La Luna non scioglie la neve”

A(t)tendere

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Il tempo è elastico, molle direbbe un portatore di baffi ben noto, è simile al camembert. Il tempo si prende gioco di noi, soprattutto quando corriamo per prendere i treni e lui corre più veloce di noi o quando aspettiamo gli stessi treni al freddo e lui se la prende comoda. Che fare quindi se il tempo non è che un formaggio molle e antipatico?

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Storia di fantasmi e marinai

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Prima che scoppiassero la primavera e i fiori, c’è stata la neve. Questa è la storia di quel postino coraggioso che, facendosi largo tra i cumuli di neve, ha consegnato insieme alle lettere che scriviamo sempre meno e insieme ai cataloghi di mobili svedesi, un cd che ospitava bislacchi ospiti: un veliero infestato, un marinaio ingegnoso e un mostro marino un po’ nostalgico. Continua a leggere “Storia di fantasmi e marinai”